venerdì 22 settembre 2017

VIAGGIO A RITROSO NEL TEMPO (con pazzo a bordo)

Da qualche parte nello spazio tempo della vita terrestre, dal Cretaceo (periodo dell'estinzione dei Dinosauri) al Paleocene. Comunque, dare un nome a questo spazio Vuoto, non è che abbia molto senso.
In qualunque modo venga chiamato, resta solo un'immensa distesa di metamorfosi terrestre.
Avrebbe senso invece dire la data esatta?. Ma si conta a partire da cosa? Gli uomini dei Quarto millennio credono che il tempo si incolli addosso come un'etichetta con scritto Anno 0 oppure, Anno 4148 solo perchè è accaduto qualcosa di particolare.
Ma il bello è che neanche su questo siamo riusciti a metterci d'accordo. Così il tempo come lo immaginiamo noi sarebbe una specie di caleidoscopio che porta su di se tanti piccoli segnalibri di colori diversi in corrispondenza del punto in cui noi pretendiamo d'iniziare a contare lo scorrere delle ere/ore.
Perchè nessuno ragiona? Perchè non viene in mente che siamo solo ospiti, passeggeri di questo tempo, che tutto quello che vediamo c'era già molto prima che venissimo noi e che continuerà a essere quando saremo noi a non esserci più?
Sveglia, ragazzi! Gracchiò un megafono, il tono perentorio sembrava proprio importante! Tutti in sala teletrasporto tra dieci minuti! -.
Svegliandosi di soprassalto Adrian borbottò fra sè e sè ; sala teletrasporto? Ma che cavolo! mi sono appena addormentato!, Adrian il membro più anziano dell'equipaggio.  Pensò: Ma si andiamo sarà di certo meglio che su questo trabiccolo, avremo di sicuro posti forse meno comodi ma di spazio ne avremo in abbondanza, non come su questa lontana parente di astronave, i suoi commenti, mentre percorreva il corridoio, cadevano nel vuoto. E anche se ci fosse stato qualcuno ad ascoltarlo, dopo sette anni di viaggio, entrambi i suoi compagni avevano imparato a conoscere il suo carattere ostinato, magari indisponente e burbero, ma essenzialmente buono.
Nella sala teletrasporto, dopo una breve presentazione, Un'uomo politico che avrebbe condiviso il viaggio con loro, gli si sarebbero potuto attribuire una quarantina d'anni, ma tutti e tre gli astronauti sapevano che la prima preoccupazione dei politici sono le apparenze, per cui ogni stima sull'età effettiva sarebbe risultata inutile ed errata.
L'uomo iniziò quello che sicuramente - sarebbe stato un lungo inutile e pomposo discorso.
Ma faceva sempre piacere ricevere qualche novità dalla terra, soprattutto considerato il tempo che i tre erano partiti, se non altro per sapere se i politici erano cambiati o erano sempre gli stessi arroganti bugiardi di quando loro avevano lasciato la terra per intraprendere questa missione che li avrebbe portati nel lontano passato.
Salve compagni di viaggio, furono le prime parole pronunciate dal politico mentre entrava in sala teletrasporto, immagino che voi siate i miei compagni di viaggio? Battuta stupida, classica del politico quando vuol prendere tempo, per cercare le giuste parole, I tecnici mi hanno spiegato che non è possibile avere un dialogo diretto con voi, per ora, perciò avremo un dialogo che si perderà nel tempo per tornare a voi tra qualche mese, a meno che voi siate in grado leggere il labiale, ma io non credo proprio voi siate in grado.
Senti senti il presuntuoso, pensarono all'unisono i tre.
Allora sarò solo io ha parlare, e la cosa non è che mi dispiaccia. Adrian guardò i suoi amici, con un cenno d'intesa tolsero la connessione con il politico in modo che tra loro si potesse comunicare, (il politico non sapeva dello scherzo che gli avevano preparato i tre, in accordo con i colleghi dell'astronave.) Loro potevano ascoltarlo, ma prima di avere un contatto vocale con lui preferivano aspettare che sbollisse un po la sua boria.
Accomodatevi disse il politico, se non volete sedervi, sdraiatevi fate pure, tra sè e sè pensò(tanto ora che ascolteranno il mio discorso saremo già partiti poi saranno troppo impegnati per ascoltarlo, ma importante che sappiano cosa io andrò ha fare nel passato con loro) Chiamatemi pure sentimentale ma ho voluto che questo mio comizio, fosse fatto nella mia veste ufficiale di Governatore dei territori del Cretaceo e del Paleocene, non voglio applausi, anche se mi farebbe piacere, ma che mi portiate il rispetto per la carica che ricopro, questo per essere stato eletto dal popolo della terra come unico depositario custode delle leggi mondiali.
Pensate! riprese con ancora più enfasi, la totalità del Popolo della Terra ha appoggiato la mia candidatura, ma io non sono una persona che si monta la testa: quello che mi è stato affidato è sicuramente un grande onore, ma anche un grande onere. Un uomo che non avesse piena fiducia nelle sue capacità avrebbe potuto rifiutare, ma non sono io quest'individuo, come avrete già intuito.
Sapete bene che entro tre generazioni avremo la possibilità di teletrasportare gli abitanti della terra nel Pleistocene per ricominciare da lì un nuovo cammino, e con l'esperienza acquisita ricominciare la vita senza commettere gli errori, che sono stati commessi per colpa di politiche e politici corrotti, (ma tralasciava di dire che lui era stato uno dei tanti ad essere corrotto nel quarto millennio, e che lo avevano inviato li per evitargli la galera).
Voi siete stati selezionati per la vostra integrità morale, per in vostro attaccamento alle leggi, e sopratutto per la vostra sana e robusta costituzione, siete i capostipiti del nuovo genere umano, i vostri geni saranno trasmessi ai vostri figli, che a loro volta li trasmetteranno, così i vostri discendenti, che ormai avranno sviluppato le caratteristiche che contraddistingueranno una razza nobile e perfetta, a popolare la terra nei secoli.
Ora concludo augurandovi e augurandoci buon viaggio.
Adrian che all'insaputa dei compagni aveva riattivato la ricezione audio, avendo letto nel labiale dell'uomo parole che a lui non piacevano affatto, pensò: prima della nostra partenza la terra era governata da Nazioni, Regioni, Province, questa storia di un governatore unico non gli piaceva affatto, ma purtroppo essendo l'unico ad avere ascoltato il discorso il suo pensiero cadde nel vuoto, Pietro alla sua sinistra sembrava assorto nell'ascolto, ma dormiva ad occhi aperti, Sara applaudiva, senza nemmeno aver sentito una parola.
Un cosa ricordò Adrian, sulla buona vecchia madre terra, era già difficile accordarsi per eleggere un amministratore di condominio, strano che tutti si siano trovati d'accordo per eleggere questo Adolfo Francisco Benny Castro, questo era il nome del politico.
Ma non c'era più tempo dovevano partire, per primo entrò Pietro, seguito da Sara, poi il politico, per ultimo Adrian.
In un lampo il teletrasporto fece il suo dovere, i quattro viaggiatori del tempo si ritrovarono in un ambiente dove non c'erano ne case, ne auto, ne esseri umani, solo qualche animale resistito all'impatto con un asteroide che portò alla quasi distruzione tutti gli esseri viventi sul pianeta terra.
Notarono che alcune teorie sviluppate da emeriti scienziati del secondo millennio erano vere, ai Dinosauri dei quali si salvarono pochissime specie, si sostituirono i mammiferi, che fino ad allora avevano vissuto nell'ombra dei grandi rettili a sangue freddo, piccoli roditori, per ora qualche grande carnivoro, moltissimi strani uccelli, nei fiumi molte specie di pesci che loro fino allora avevano visto solo nei musei in forma fossile.
Anche molte piante Angiosperme (da fiore) queste fornivano nutrimento ad una miriade di giganteschi insetti, grosse Libellule, Adrian ricordava questi volatili non più grandi di sei sette centimetri, che quando era bambino popolavano stagni e giardini, ora li guardava con apprensione perchè erano enormi, quando si avvicinavano poteva vedere la testa che era grande come una palla da basebal, scarabei che sembravano piccoli rinoceronti, altri con le corna di cervo, uccelli che quando aprivano il becco si poteva notare come fossero provvisti di denti aguzzi e lunghi.
Praticamente piante, fiori, e frutti fornivano cibo agli insetti, e questi a loro volta lo erano per mammiferi, e volatili.
La storia di questo periodo era più complessa di quanto si potesse pensare, e non era vero probabilmente che lo sviluppo dei mammiferi fosse bloccato dalla presenza dei dinosauri, fu la proliferazione delle piante da fiore, e in conseguenza dei loro frutti che diedero inizio allo sviluppo massiccio dei mammiferi.
Adrian mise da parte tutti quei pensieri e iniziò a dettare i programmi da sviluppare con i suoi compagni d'avventura.
Le loro condizioni fisiche dovevano sempre essere al massimo, si dovevano rispettare i programmi di ginnastica, anche senza una vera e propria palestra.
Qualche deroga era loro concessa ma sempre dentro i limiti di controllo.
Tutto assorto nei suoi pensieri non si era accorto dell'arrivo di Pietro, si voltò verso il compagno con un sussulto gridando: Pietro hai idea di che spavento mi hai fatto prendere? Ti sembra il caso?
Poi sempre rivolto al compagno disse: forza dobbiamo preparare un rifugio per Sara, che in quanto capitano e donna doveva avere una sistemazione adeguata e più consona a lei.
Il giorno seguente si svegliarono tutti di buon ora dopo aver fatto ginnastica e un bel bagno nel torrente che scorreva li vicino, videro che anche il politico si era alzato e gironzolava nervoso davanti alla sua capanna.
Sara come ufficiale più alto in grado gli si avvicino e chiese; tutto bene signor Governatore?
Questi rispose quasi assente, si! si! Sara allora si girò per andarsene ma lui la richiamò dicendo, Sara volevo aspettare che tu terminassi il tuo rapporto sul nostro arrivo, ma è meglio che parliamo subito.
Sara che non poteva sopportare a pelle quell'uomo disse signor Governatore ho molto da fare, mi dica pure cosi poi posso tornare al lavoro.
Sara sarò brevissimo, del resto lo avrai notato pure tu ormai! Disse l'uomo.
Notato cosa? Onorevole sono troppo impegnata per gli indovinelli.
Il politico ebbe un gesto di disappunto, iniziando ha girare avanti e indietro nervosamente
Il suo volto si fece scuro, con un filo di voce sibilò: non fare finta di niente Sara ! Sai che la nostra missione è di preparare l'arrivo dei vostri pronipoti che dovranno ricominciare la vita con una razza perfetta, E sai anche di Pietro. Sara era veramente scocciata dalle parole di quell'omuncolo presuntuoso, ringhiando disse: so cosa di Pietro? Onorevole non lasciate i discorsi ha metà, Altrimenti riprendo i miei compiti e ne riparliamo con calma.
Il politico iniziò a spazientirsi: Ma come non vedi nulla di strano? Devo proprio dare un nome all'evidenza?. Pietro è nero.
Sara a questa affermazione si irrigidì impallidendo dalla rabbia, ma trovò la forza di rispondere con ironia: Ah! che novità è questa, certo che lo so è di origine Americana, e in quella nazione erano molti gli uomini di colore, discendenti degli schiavi che negrieri senza scrupoli, strappavano dalle loro terre in Africa per portarli come schiavi in quello che nel milleseicendo veniva chiamato il nuovo mondo, io pensavo che lei lo avesse letto nel rapporto.
A questo punto l'uomo si fermò, la afferrò per un braccio, in maniera decisa ma che non lasciava intendere nulla di buono, avvicinò la bocca all'orecchio della donna e inizio a parlare: Sara non fingere di non capire, l'intelligenza non ti manca, Questa missione non può proseguire cosi, Pietro è un problema.
E lo sai anche tu.
Nonostante lei non si trovasse a suo agio nell'immediata vicinanza dell'uomo che l'aveva afferrata, Sara non fece niente per liberarsi dalla sua stretta. Si limitò a ricacciare indietro la sua rabbia e a dire: Onorevole signor Governatore Che state dicendo? So cosa? Se è uno scherzo mi sto veramente stancando, e non è di sicuro ne il tempo ne il luogo!
L'uomo a questo punto si innervosì visibilmente. Afferrò la donna per i fianchi continuò il discorso con voce sottile, quasi sibilante: - Non mi piace essere preso in giro, devi ascoltarmi! Pietro è nero. Io voglio creare una nuova razza, una razza perfetta! I tuoi discendenti e quelli di Adrian saranno gli uomini e le donne migliori che la terra abbia mai dato alla luce. Saranno predestinati ad avere una discendenza che raggiungerà la perfezione. Non lo capisci? Vuoi popolare un pianeta di bambini color cioccolata? O peggio caffèlatte? Sii sincera, Sara! -
A questo punto il comandante Sara Fisher scoppiò. Respinse con forza l'uomo e con voce tagliente e aspra, una voce così diversa dalla sua abituale e che la rendeva irriconoscibile gli si rivolse. - Signor Governatore
Questo comportamento è inaccettabile e ho sbagliato a lasciarla andare così oltre. Non faccio rapporto di questo incidente solo perchè sono sicura che lei dimenticherà e che non riproporrà mai più questa assurda argomentazione.
Sono stata chiara o mi vuole costringere a riferire l'accaduto ai suoi superiori? Risponda!- L'uomo esitava. Risponda!-
Fu l'ordine perentorio. - Si, capisco - disse il politico a bassa voce mentre si allontanava.
Il campo era stato costruito con capanne che potevano ricordare quelle dei primi uomini eretti, copia delle immagini che hanno potuto vedere su i loro computer di viaggio, piccoli orologi dalle migliaia di funzioni, solo dove tenevano il materiale per la loro sopravvivenza avevano creato una specie di bunker ricavato con il raggio laser in una grande parete di granito, le armi per la difesa in caso di attacco portato da popoli indigeni, anche se non esistevano ancora i primi ominidi, o da razze aliene che come loro cercavano nuova vita andando a ritroso nel passato, nel bunker inoltre c'erano batterie a energia solare dalla vita illimitata, strumenti per la datazione dei fossili che avrebbero rinvenuto, e tante pillole che servivano come integratori, ma anche medicinali, per prevenire tutte le forme di infezioni e di malattie virali contagiose fino allora conosciute.
Dopo le prime giornate molto cariche di lavoro per i tre, ora potevano dedicarsi allo studio della botanica Adrian, dell'ornitologia Sara, e degli insetti Pietro, che si era dimostrato il meno preoccupato per la loro presenza, anzi giocava con quegli Scarabei giganti e con le Libellule come un bambino gioca con il proprio cagnolino, e anche gli insetti, e i volatili, non temendo questi strani individui perchè non li vedevano come pranzo o cena, Solo "capo supremo" l'onorevole, non faceva nulla da mattino a sera, gironzolava per il campo senza allontanarsi troppo, si vedeva che aveva una paura terribile di allontanarsi dai tre, cosi facendo finta di interessarsi al loro lavoro continuava il suo far niente quotidiano.
Una mattina Adolfo e Pietro si trovavano soli davanti al fuoco al centro del campo. Sara e Adrian si erano allontanati per studiare alberi di Secuoia, e Ginco Biloba * piante giunte fino al quarto millennio, prima di estinguersi per l'ingordigia degli industriali del legno.
Pietro giocherellava con uno scarabeo Cervo (Cervo volante dei nostri tempi) Adolfo picchiettava uno contro l'altro due pezzi di selce nel tentativo mal riuscito di ricavare una specie di oggetto tagliente. Da quando erano arrivati nel Cretaceo non c'erano stati molti contatti tra i due. All'improvviso Adolfo iniziò a parlare: Pietro visto che siamo soli andrò dritto al sodo. Pietro distolse lo sguardo dal suo grosso animaletto, e fece un cenno al politico, come dire: ok parla.
Ho notato come la guardi.
Pietro sorpreso da quelle parole rispose: Chi scusa?
Come chi, quante donne vedi in giro? Sara, no?
Ricevette come risposta: Continuo a non capire.
In quel momento il capitano Sara Fisher arrivò al campo, Adolfo le andò incontro cingendole le i fianchi con le braccia, in un gesto che avrebbe dovuto dire molto a Pietro.
La donna però di scrollò di torno l'uomo in malo modo, cosa state facendo signor Governatore? Gli urlò in faccia con una espressione disgustata. Pietro vista la scena fece finta di allontanarsi per raccogliere qualche tronco per il fuoco.
Qualunque persona avrebbe scommesso che Pietro non aveva fatto caso all'accaduto, e alle parole disgustate di Sara nei confronti di Adolfo. Ma Sara conosceva bene il suo compagni di tante avventure spaziali, e terrene, sapeva che quel finto disinteresse, nascondeva un forte senso di disagio e agitazione.
Perciò avvicinandosi a Pietro sottovoce gli disse: Se quell'individuo manifesta un comportamento sospetto specialmente con te, voglio essere avvertita, è chiaro?
Pietro fece un cenno d'assenso al suo capitano, rispondendo: agli ordini, sei tu il comandante.
Mentre Adolfo aveva ripreso il suo gironzolare per il campo, Sara si avvicinò a Pietro, e con voce dolce chiese:Che cosa stai leggendo?
Leggo uno scrittore morto un paio di millenni fa. Raccontava storie molto avvincenti. Ma per me lui in ogni suo racconto faceva la parodia dell'uomo, e dell'umanità. Adolfo si chiamava.
Sara che nel frattempo si era versata una tazza di caffè liofilizzato, soffiando per raffreddarlo chiese: E come finiscono queste storie? Oh, le storie tutte bene, sono le parodie che mi fanno pensare.
Pensare cosa? A quanto certi uomini politici possono cadere in basso.
La nostra storia passata e recente insegna che il nostro pianeta dalla nascita dell'uomo ai nostri giorni, è stato un mondo popolato si, ma vuoto e desolato, che si è riempito secolo dopo secolo, si di progresso e pseudo civiltà, ma molto di più d'ingordigia e di stupidità umana. Che visto l'arroganza e la competizione senza regole lo abbiamo portato fino alla quasi completa distruzione, solo la fame di potere poteva colmare l'avidità di potere, di chi ci comandava.
Sara aveva appena terminato le ricerche su uno strano pennuto dal becco dentato, e non vedeva l'ora di recarsi al fiume per un bel bagno, e poi darsi il meritato riposo, ma prima di recarsi al fiume avrebbe dovuto chiamare Adrian, era meglio non fidarsi di quelle acque c'arano pesci dalle fauci enormi, tanto che avrebbero potuto amputare un arto in un morso, fino ad allora non avevano mai avuto problemi, ma come si suol dire, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
Adrian al suo richiamo arrivò in un battibaleno, lei si spogliò rimanendo solo con il minimo addosso si tuffò  scaricando in quelle acque limpide e fresche tutta la stanchezza accumulata nella giornata.
Uscendo dall'acqua dopo una buona e rigenerante nuotata, notò con un sorriso sarcastico che il suo compagno si era addormentato, pensò: Poveretto è stanco anche lui di fiore in fiore ti fa decine di chilometri al giorno, lasciamolo riposare, tanto in questa specie di paradiso terrestre nulla gli può accadere.
La donna si avviò alla sua capanna, non notando però che dal lato della fronte di Adrian a lei nascosto un piccolo rivolo rosso scendeva sulla spalla scaturendo da un grosso e ormai livido gonfiore.
Sara rientrata nella sua capanna, non vedendo ne Pietro, ne Adolfo, decise di andare nella capanna di Pietro per vedere se tutto andava bene, chiamò sottovoce prima di entrare, senza ottenere risposta, cosa non usuale per i suoi compagni d'avventura, erano molto legati, e al minimo cenno senza parlare capivano al volo se un compagno aveva un problema più o meno grave. Decise di entrare per vedere se Pietro stesse riposando, in effetti l'uomo era steso sulla sua brandina girato su un fianco, le girava le spalle, sul cuscino il libro che poco tempo prima le aveva mostrato. Dorme sodo, pensò Sara girò attorno alla branda per andare di fronte al compagno, ma avvicinandosi per sentirne il respiro, notò una strana rigidità. Quando gli fu abbastanza vicina, notò il pallore sul viso di Pietro, e una macchia rossa che si allargava lentamente sul suo petto, con al centro un dardo d'argento che sembrava uno di quei vecchi taglia carte che si usavano sulla terra nei primi anni del secondo millennio.
Sara restò li come paralizzata davanti al corpo inerme del compagno, soffocando l'urlo che le saliva in gola.
La parte razionale di se, le diceva di calmarsi, non era il primo cadavere morto di morte violenta che vedeva, perciò soffocò l'urlo in gola, strizzo gli occhi per asciugare le lacrime, e tento di ragionare con raziocinio.
Non aveva senso gridare, per avvisare Adrian, chiamare Adolfo sarebbe stato altrettanto inutile, visto come la pensava sarebbe stato solo felice per essersi tolto di torno quell'uomo per lui di troppo. E inoltre gridando avrebbe dato modo all'assassino di fuggire, o prepararsi per uccidere lei e i compagni rimasti.
Ripresasi dallo spavento, si sedette su una seggiola raccolse il libro dell'autore francese che Pietro stava leggendo.
Il libro di Asimov pensò notando che anche sulle pagine aperte c'erano schizzi di sangue, tra quegli schizzi lesse una frase a caso. La mente dei miei simili, è tanto diversa da quella di un automa? Sottolineata una risposta  perentoria. L'automa è buono può fare del male solo se programmato da una mente umana. L'essere umano è cattivo per natura, la smania di potere, l'arroganza, portano la maggior parte degli esseri umani ad essere cattivi.
Sara raccolse le forze si alzò e uscì dalla capanna, dirigendosi verso il fiume dove Adrian dormiva. Da dietro una grande Secuoia spuntò Adolfo che con insospettata agilità la bloccò, Adolfo che stai facendo? Urlò Sara, ottenendo solo che l'uomo la bloccasse in maniera ancora più violenta.
Con voce che non aveva nulla di umano l'uomo la fissava dritto negli occhi dicendo: Ora Pietro non è più un problema, Adrian nemmeno, solo adesso la futura discendenza sarà veramente superiore, non pensare che io sia un pazzo maniaco,
mi sto limitando a fare quello per il quale sono venuto, sulla terra pensavano che mandandomi qui, mi sarei calmato, abbandonando le mie manie di creare una razza superiore, invece non hanno fatto altro che fare il mio gioco, quando arriveranno le generazioni future, troveranno i nostri eredi pronti per addestrarli, e tornare nel quarto millennio per vendicare l'affronto che hanno fatto al loro avo Adolfo Francisco Benito Castro, e eliminare tutti i diversi che popolano la terra, dai neri ai disabili fino agli anziani.
Sara oltre alla stretta feroce dell'uomo, era paralizzata anche dalle sue parole, ma con una forza che le veniva dalla disperazione urlò: Maledetto ! Maledetto pazzo ! Li ai uccisi per la tua sete di potere.
Adolfo alle parole della donna non sembrò dare ascolto, la sua mente malata era ormai presa da una sola idea.
Afferrando ancora più saldamente la donna, cercò di portarla all'interno della sua capanna, Sara anche se brava nella difesa personale capiva che con quel pazzo dalla forza insospettata poteva fare ben poco, cercava in tutti i modi di divincolarsi, ma più si agitava più lui stringeva.
Tenendola sempre ben ferma Adolfo le bisbigliò all'orecchio: adesso noi abbiamo una missione da compiere, e tu non puoi impedire che questo avvenga, sta a te scegliere se renderla una missione piacevole, o meno.
Visto la ritrosia della donna a questo punto Adolfo le sferrò un pugno sul volto facendola cadere a terra svenuta.
Sara si risvegliò. Aveva ricordi molto confusi degli ultimi avvenimenti, era come se si fosse
appena destata da un terribile incubo. Appena cercò di alzare la testa sentì in bocca il sapore del sangue e un forte pulsazione dolorosa sulla sua guancia destra. La stanza era ridotta a uno sfacelo, come i vestiti che aveva indosso.  Maledetto bastardo - mormorò.
La cosa peggiore degli incubi non è quello che si prova mentre si sogna. La cosa peggiore è svegliarsi scoprendo che
tutto quello che credevamo un incubo, è invece realtà.
La donna, visibilmente scossa e barcollante si alzò, dirigendosi più velocemente che poteva verso l'uscita.
Aveva solo un desiderio. Un desiderio umano, che viene spesso vituperato, come se non facesse veramente parte dei desideri. E in realtà, non c'è cosa più umana della vendetta. Sara iniziò a girare per il campo, prestando attenzione a ogni rumore e cercando avidamente un possibile oggetto contundente.
Ben presto Sara si ricordò di quelle scaglie di selce che Adolfo tentava di rendere armi da taglio, ne raccolse una lunga e affilata, e si recò verso la tenda del pazzo convinta che lo avrebbe trovato li. Effettivamente aveva ragione.
Al vederla l'uomo la accolse con un sorriso: - Allora, Sara! E' stato proprio così brutto, alla fine? -
La donna si sentì rivoltare, a questa domanda, ma non cancellò dal suo volto il sorriso forzato: - No, certo tesoro. In effetti mi sono proprio sbagliata sul tuo conto.
Il ghigno sul volto dell'uomo si allargò ancora di più e lui le si avvicinò in fretta abbracciandola. Ma per la prima volta lo stretto intreccio di corpi non fu solo un'azione violenta, ma un intenso e lungo abbraccio. - Sai, volevo ucciderti per quello che hai fatto... - disse Sara, con gli occhi contornati di lacrime. Il volto di Adolfo cambiò espressione, ma solo per un attimo, perchè la donna continuò:
Ma ci ho subito ripensato. In fondo avevi ragione tu,sono stata una stupida a non capirlo subito - e singhiozzando posò la testa sul petto dell'uomo.
Ti avrei ucciso con questo - disse, tirando fuori il pezzo di selce costruito dall'uomo.
Adolfo rise, inebriato e felice. Non si sarebbe mai aspettato una reazione simile. - Con questo, tesoro? - domandò divertito. anche la donna rise. - Con questo? - Continuò Adolfo - Ci vuole forza, per uccidere una persona con questo. Devi spingerlo in profondità, e la cosa più faticosa è proprio all'inizio, perchè non è molto affilato.
e poi tu sei una donna. Erano entrambi molto divertiti, ogni tensione era sparita completamente.
E come avresti fatto? - chiese ancora Adolfo. - Mi avresti preso di spalle? O avresti preferito uno scontro faccia a
faccia? - Si appoggiò divertito la punta della selce all'altezza del cuore, consegnando il manico nella mani dei Sara - Avresti fatto così? Fammi vedere come avresti fatto! - La donna sorrise, lo guardò negli occhi, impugnò saldamente quella rudimentale arma, e spinse.
Poche ore dopo Sara aveva già provveduto alla sepoltura del cadavere di Adolfo, ma doveva dare sepoltura anche al Povero Adrian, e a Pietro.
Mentre cercava di farsi forza per entrare nella capanna del povero compagno, senti un lamento alle sue spalle che la fece trasalire, stringendo nelle mani il pezzo si selce, si girò di scatto pronta alla difesa, ma di fronte a lei si stagliò la figura di Adrian che avanzava verso di lei e barcollando piagnucolava: hoi! hoi! che botta, ma cosa mi è successo, mi è caduto un asteroide in testa? Sara gli corse in contro piangendo di felicità, mista a dolore, Adrian amico mio che piacere vederti vivo esclamò.
Adrian inconsapevole dell'accaduto rispose: Sara ma che dici ho solo preso un ramo in testa, ma non sono morto, dove sono gli altri, chiama Pietro che mi dia una mano per sistemare questo bernoccolo che ho in testa, visto che tu continui ad abbracciarmi e piangere.
Sara riprendendosi raccontò l'accaduto al compagno, che l'ascoltava assorto con lo sguardo tra lo spaventato e l'incredulo,
A tutto potevo pensare tranne che quel rifiuto umano facesse quello che ha fatto, poi una volta ripreso da quella terribile notizia disse a Sara: forza amica mia dobbiamo dare l'ultimo saluto al nostro Pietro.
Mentre parlavano entrarono nella capanna dove si trovava la salma del compagno.
Stavano cercando di girare il corpo quando Adrian gridò, Sara! ma è vivo, respira.
Una con voce che a loro sembrava arrivare dall'oltretomba a metà tra l'assonnato e lo stupito, Pietro aprì gli occhi e fissando i due compagni d'avventura disse: non so cosa mi è successo ho bevuto un infuso di erbe per rilassarmi e sono crollato come una pera secca, con il mio libro ancora in mano: a proposito che fine a fatto il mio libro?
Adrian lo guardava stupito un misto tra l'incredulo e l'allegro, chiedendo a Pietro: Amico mio cos'è quel punteruolo insanguinato che ti spunta dal petto?
Pietro si guardò il petto, vide la camicia insanguinata, solo allora si accorse di un bruciore in quella parte del corpo, estrasse il tagliacarte aprì la camicia e in corrispondenza della placca di metallo dove erano riportati i suoi dati di militare partiva un taglio non profondo lungo una ventina di centimetri, creato dalla targhetta che deviando la corsa dell'arma gli aveva salvato la vita.
Chiaramente Adolfo tutto preso dalla sua pazzia, e non avvezzo all'uso delle armi, dopo averlo drogato era sicuro di aver ucciso Pietro, vedendo il sangue macchiare la camicia, se n'era andato certo di aver portato a termine il suo pazzesco intento.
Ora i tre continuano le loro ricerche in pace tra loro, Adrian e Sara e Pietro si augurano solo che i loro pronipoti quando arriveranno avranno meno idee di potere, saranno uniti mantenendo la pace tra loro e con tutti i popoli che nel futuro popoleranno una nuova terra.
Un sogno di chi ha scritto questo racconto, dubito che si possa realizzare è troppa l'arroganza e la sete di potere di alcuni potenti della terra, perchè si possa avverare.
Ma sognare un domani migliore è lecito.

*Si hanno tracce della presenza di Ginkgo Biloba e Secuoia in fossili risalenti a circa 250 milioni di anni fa. Nelle ere del Giurassico e del Cretaceo foreste di Ginkgo erano assai diffuse in Asia, Europa e Nord America: la quasi estinzione dall’America Settentrionale e dall’Europa avvenne rispettivamente circa 7 e 3 milioni di anni or sono, oggi in alcuni parchi e giardini di grandi città si possono vedere, esempio in zona Barona a Milano. Altro fossile vivente è la Secuoia gigantesco albero che vive in Cina e nel nord America, alcuni esemplari molto più piccoli crescono anche in Italia, nelle acque antistanti l'isola Bella sul lago Maggiore.



domenica 9 aprile 2017

Riflessioni

Rinchiuso in questa stanza estirpo dalla mente
le ultime lacrime di una notte insonne.
Poi, la divina luce e mi ritrovo alle soglie del giorno,
pieno di pensieri, e di tristi presagi.
Ho! rosso sole che sorgi, stendi un manto di luce intrisa
di veli candidi ai ciechi passanti,
mandami il suo canto prima che venga il tramonto!
Vita, ferma il tempo,
altrimenti è già sera, e poi notte!
Poi sarà per la mia esistenza,
solo ansia che mi divora dentro!
il timore mi assale!
Ascolto il grandinio nella mia stanza
che bussa insistente alla finestra"!
Vita, dammi ancora un pezzo di cielo azzurro
e i lampi d'amore! che solo lei mi sa dare,
lascia che io giochi ancora sul tetto delle stelle
e beva ancora il nettare nel suo calice d'amore!
il mio cuore non riposerà più un'altra notte fredda!
Ora le porto cantando un ramo di salice in fiore
mentre gli Angeli canteranno in coro il nostro amore.


sabato 25 marzo 2017

PRIMO TEMPORALE 2017
Esauriti gli scoppi del primo temporale, 
canta la notte i lontani bagliori, 
vanno le nuvole verso i monti, 
per tornare accarezzando l'addormentato paese, 
 anche il ruscello recita il solito canto,
satollo delle acque da poco cadute.
Nell'attesa del sonno io scrivo.
Che Divina quiete.
Una civetta canta per dare alla notte il benvenuto,
una lucciola cerca di donare la sua luce
a chi crede che la notte sarà nera.
Attendere che passi questa ultima domenica di Marzo
per me non ha fine,
ma il domani da lei mi vedrà,
ero una stella che voleva morire,
adesso vivo splendente al chiarore del sole.
Ombra senza più pianto ne dolore,
è la mia anima,
mentre cammino nei viali di roseti profumti
lasciando il mio dolore su quei sentieri
dove ho per una vita camminato.
Sarà una fresca mattina a portarmi da lei
che con il suo vivere, ha saputo farmi provare
ancora l'ebrezza del vero amore?
Al solo pensiero di lei,
cavalco il cielo su una nuvola.
Amore, miele di primavera per me
che ero ormai pronto ad assaporar tristezza,
la sua mano ha preso la mia
per guidarmi ancora verso la vita.
Ripensando a quei giorni lontani
mai permetterò a nessuno,
cogliere le nostre rose.

giovedì 23 marzo 2017

L'AMORE E'
L'amore è quando non respiri,
quando lei ti manca,
quando è bello anche se sofferto,
quando è follia ,
quando solo all'idea di vederla
accanto ad un altro attraverseresti
l'oceano per stare con lei,
a volte è un silenzio,
a volte è un rumore.
A volte è un sorriso dolce,
a volte è un dolce istante.
L’amore è la ragione di ogni essere,
noi siamo fatti per provare amore,
per riceverlo e donarlo.
L'amore è un sentimento talmente forte
che fai fatica a contenerlo,
è gioia infinita.
E' una carezza che ti sveglia al mattino,
ed uno sguardo dolce che ti sfiora nel sonno,
L'amore è tutto.
L'amore è ciò che l'uomo cerca,
è quello che ci fa stare bene
che ci tiene uniti nel bene e nel male,
è ciò che ci può far rischiare
tutto ciò che abbiamo,
per il bene di chi si ama.
È la realtà che sfiora la fantascienza,
è l'irraggiungibile sentimento
che non appaga mai abbastanza.
È la ricerca infinita della propria felicità negli altri.
È una forza forte e tenera allo stesso tempo,
un qualcosa che completa e che priva al tempo stesso.
L'amore vero lo riconosci da solo uno sguardo
e il tempo lo conferma
se avverti sempre gli stessi impulsi e il bisogno di viverlo.
Allora ami davvero.

Traduzione in Rumeno
Iubirea este,

este iubire cind nu respiri,
cind ea iti lipseste,
cint e frumos chiar daca suferi,
cind iti vine nebunia numai la ideia ca
o vei vedea alaturi de tine,
si simti ca esti in stare
sa traversezi oceanul,
ca sa stai cu ea,
citeodata e liniste,
citeodata e galagie,
citeodata un suris dulce,
asa e iubirea care te face
sa simti ca existi si noi suntem facuti
pentru a proba iubirea,
de a o primi si a o da,
iubirea e un sentiment foarte puternic care e greu
de inteles e o bucurie infinita,
e o mingiiere care te trezeste dimineata,
si o privire dulce care te infioara in somn,
iubirea e totul ce barbatul incearca,
e aceea care te face sa te simti bine,
care te tine unit la bine si la rau,
care te face sa risti totul ce avem,
pentru binele  persoanelor care se iubesc,
iubirea e realitatea care este egala
cu stiintifico-fantastico,
care iti pare  de neatins,
sentimentul care ti se pare
ca nu e platit suficient niciodata
iubirea adevarata o recunosti
de la o simpla privire,
si timpul confirma daca aveti mereu aceleasi
impulsuri si nevoia de a trai aceasta in doi,
atunci iubesti cu adevarat.


domenica 19 febbraio 2017

Pensiero
Penso a te sul far del giorno
quando i miei occhi sono pieni
di caldo sole,
Penso a te quando di notte svegliandomi,
il mio unico pensiero
sarà farti compagnia.
E se la mia mano andra cercando,
sentirai le carezze del mio cuore.
mentre il domani al risveglio
ci troveremo per un nuovo
giorno d'amore,


ma gindesc la tine in lumina zilei,
cind ochii miei sunt plini de caldura soarelui,
ma gindesc la tine cind vine
seara si cind sufletele
noastre devin un singur corp ma gindesc la tine
cin noapte ma trezesc si unicul meu
gind e acel de a fin cu tine,
si daca cauti mina mea,
ai simti mingiieri din inima,
in timp ce mine ne trezim,
regasim pentr-o alta ziu
de dragoste.

giovedì 10 novembre 2016

VIAGGIO
(ma poi perchè?)
Il mio viaggio l'ho iniziato in
solitudine,
e in solitudine finirà.
Come un vecchio treno,
avanzo su chimere di nebbia malsana.
Mi ripeto; non vivere inseguendo
i funesti sogni della tua gioventù.
Ma è forte il ricordo di avventure,
scalzate dallo squallido tempo,
annegate nella fantasia,
eppur così giuste,
da essere essenza di verità.
Potrei dalla cima di un monte,
guardare l'amarezza di questo mondo,
sfuggendo da tutte le inane speranze?
Per poi nella mia mente tornare,
ha frugare in tormenti senza risposte?
Potrei. Ma so che mai lo farò.
Posso solo aspettare qui appoggiato,
a questo vecchio muro,per assorbirne calore.
Ora ho la bocca asciutta,
come il letto di un torrente in secca,
mentre sento nella mia mente,
la stanca anestesia di oziosi giorni.
Voglio staccarmi sempre più,
da questi strani e malsani ricordi.
Sono solo un vecchio, forse un po' strano,
la testa ancora piena di parole e musica,
ma senza più la mia chitarra in mano.
Mi sorreggono solo i quattro venti della vita,
mentre combatto per non tornare indietro.
Non voglio tornare indietro!
C'è qualcuno accanto a me,
che mi può stare ad ascoltare?







martedì 25 ottobre 2016

Contradizzioni

Di ieri e di oggi
Un cespuglio di lacrime
sul lenzuolo impeccabile.
Bruciore e umidità,
su i miei occhi.
Contradizzioni;
Macchie di passato. Riflessi. 
Vetri opachi i miei ricordi.
Vedo il nuovo nelle vecchie cicatrici,
mentre sul letto disteso solo con la memoria,
racimolo tracce stampate sul bordo del cuscino.
Mi alzo, il sonno non viene,
anche le sedie sbadigliano una veglia inutile.
Apro gli occhi sulla mia vita nebulosa.
Un bambino fa castelli in cortile,
le mani sporche di terra.
Risate fresche nei giochi innocenti.
con la complicità della nonna.
Poi torno al presente.
domani è un'altro giorno.
E' ora di ricominciare.