venerdì 29 luglio 2011

UTOPIA POETICA
Uno si pone a scrivere,
con l’ingenua illusione,
che questa volta, infine riuscirà
a plasmare i versi più belli
del mondo.

Quando si naviga in questa armonia,
dove il verbo mette le ali
e le parole sono stelle
in grado di esprimere in modo ineffabile,
la bellezza di un sentimento.

Però bisogna tener conto che per scrivere
come la Merini, o come Neruda ,
non basta avere la vocazione;
per esprimersi al meglio,


non basta seguire un percorso creativo.

Prima uno inizia a levitare
e appena inizia ad andare in alto
si rende conto che bisogna
guadagnare molto in altezza

Per raggiungere quello che erano,
i grandi scrittori di ieri,
intanto si litiga, su che parola inventare?
o che versi cantare?

però tutto si quieta e tutto è silenzio
e in questo silenzio inizia
ad emergere come le curve di una donna
questa venere che si rende inavvicinabile.

e dentro a regole grammaticali
forme banali e versi che sono come rivali


ti rendi conto che l’ortografia
ti a fatto cadere di nuovo.
il che ti porta a capire,
che il titolo di poeta che hai lasciato,
è troppo grande.

poi senza abbassare le tue aspettative,
arrivi a scrivere quello che ti viene in mente
anche nel fine il nulla è più che pazzo.

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