giovedì 10 febbraio 2011

IL BARBONE
Al bar tu quella sera ,facevi il buffone
eri lo zimbello  , per ogni beone.
A tutti noi narravi, la vita grama del barbone,
tra genti un poco distratte ,e grande confusione ,
tu ci mettevi l’anima, per attirare l’attenzione.
Creando solo scherno, mio povero barbone
nessun di loro  crede, a nessuno interessa,
puoi farli divertire facendo piroette,
ma la tua esibizione, a loro non importa,
loro vogliono  sentire solo sozze  canzonette,
mentre stanno circuendo,  ingenue  giovinette,
canzoni   stonate di focose notti,
 loro vogliono sentire ,gli uomini corrotti.
che tu uomo di strada canti per quei bigotti.
Io non ti definisco, ne acrobata .ne artista
ma ottimo oratore, buon canzonettista.
Ora io ti vedo lì , ti inchini e poi implori,
come in cane col padrone, ne cerchi i favori
ho fatto il pagliaccio donatemi un boccone
raccogli qualche spicciolo, chiudi l’esibizione.
Poi con fare serio, richiami i giovanotti.
ed ora che hai  ottenuto  la loro attenzione
il piano gli  riveli  di questo povero barbone.
Mentre ascoltavate questo povero cialtrone,
le tasche vi ho vuotato creando l’illusione,
branco di pecoroni che avete me ascoltato
e questo povero barbone, ingiustamente
 avete bistrattato.
Questa è la mia vendetta, beoni  vi ho beffato,
vi rendo i portafogli ,perche sono un signore,
la strada è la mia vita, non cerco il vostro amore,
ora il vostro giullare si leva dagli impicci
saluti alle  signore, amici miei bambocci

1 commento:

  1. Riccardo ben tornato a casa, rimmettiti in forma presto!!! Buona convalescenza! Sono riuscita finalmente a scrivere nel tuo blog...Ciaooo

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