lunedì 23 gennaio 2012

LA GIOIA Dì OGNI MATTINO
M’affaccio, di corsa saltando dal letto,
respiro pieni polmoni,
l’impudente, aria fredda di primo mattino.
Non sono ancora ben sveglio,
ma è tanta voglia di affacciarmi per guardarlo.
Vado in fretta alla finestra,
tiro via la tenda e mi  tuffo nello spettacolo
della val mulini.
Non basta però, non basta la trasparenza,
voglio i brividi sul viso, l'aria che punge sulle guance.
Voglio che la pelle diventi carta sensibile
su cui scrivere le prime odierne sensazioni.
Spalanco i vetri e tuffandomi  nell'aria mattutina.
Aspetto.
Non ancora arriva il sole che tanto amo,
affacciato come il mattino su questo specchio di mondo,
con lei l’attendo.
Pensando... è come se anche lui stesse lì, lì per ad affacciarsi,
affacciato, aspetto per vederlo, lì sul mio davanzale,
stretto nel pigiama, a piedi nudi,
come in attesa del dono più bello.
Arriva. Non si fa attendere.
Il rosa dei monti innevati lo annunciano con una dolcezza
che solo il silenzio dei colori può dare.
Una tela che lentamente prende forma,
un quadro di pochi attimi, chiaroscuri, pastelli,
risveglio, di mattino, di prima vita.
Ed eccolo. Esplode. Il primo raggio è accecante.
Percorre tutta la curvatura della Terra per arrivare a me.
Un immenso viaggio, milioni di chilometri,
miliardi di particelle, colori, calori,
e tutto intatto arriva ai miei occhi.
Accecante. esplosione di corolla rosso intenso.
L'aria si sposta, prende fiato e calore,
mentre il cielo si tinge d’azzurro.
Il mattino prende vita, è in questo intimo risveglio:
io e il sole, come in una fuga d'amore,
ci abbracciamo scambiandoci silenziose carezze,
calore, e luce, mentre  il buio muore. 
Qui, in questo intimo e intatto momento,
la notte cede, a passi svelti sparisce,
cede, a passi svelti crolla,
in questo attimo afferrato,
 in questo incontro clandestino, solo nostro.
 Io  so che la notte, , cedendo il passo,
lascia al mattino i risvegli,
ed ogni mattino è una rinascita.

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