domenica 18 novembre 2012


VENTI DI GUERRA IN PALESTINA
Non vedo che il rosso serpeggiante
delle lingue di fuoco intorno a me, 
non sento altro che la canicola funesta di morte, 
non odo che lo stormire infuriato 
di tizzoni ardenti, e il grido disperato 
dello spezzarsi dei cedri di Gaza.
Laddove gli angeli seppelliscono i morti e le margherite crescono con  petali neri, con poveri corpi li vedo marciare verso la tomba che non porta nome.
La terra di Palestina regina di un regno color catrame innalzato sopra una terra di cristallo,
che vede in  cielo la morte correre,
verso il fratello, come gelida maschera, che attrae, con drappi di viola velluto dal’aspetto sinistro. 
Fratelli posate la mano sui vostri cuori, ridate un domani alla vita.
Aprite i cieli al volo di mille bianche colombe,
danzate con me sulle ali del vento,
danzate  con me sul profumo d'incenso, 
rechiamoci a pregare in Sinagoghe, e Moschee,
dove i venti di morte si dilegueranno,
incamminando noi tutti in un nuovo vento di pace
.
Dio lo chiede, Allah lo ordina, Geova lo pretende

2 commenti:

  1. Una poesia meravigliosa, che racchiude una sola parola importantissima:Pace!

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  2. Ci facciamo la guerra per volere di chi dovrebbe predicare la pace, c'è un solo dio, tutti lo sanno, mentre i più si ammazzano per far valere la ragione dei loro profeti, le tre religioni monoteiste chiedono pace e fratellanza, mentre chi le predica istiga alla rivolta in favore della propria.
    Grazie per il commento un saluto da Riccardo

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