mercoledì 12 marzo 2014

LA MENTE, E LA MANO.
Non riempire più il mio bicchiere,
non vedi che non voglio più bere?
Non vedi che non voglio più essere
collezionista di bicchieri colmi,
o di bottiglie vuote?
Ancora una volta ho voluto fuggire me stesso,
ancora una volta ho voluto inseguire,
quel fantasma sudicio, e oscuro,
convinto che l’abbagliarmi la mente,
potesse isolarmi dal mio oggi, dal mio domani.
Non riempire il mio bicchiere ti prego,
non ha senso gettare quei giorni,
dove i miei cari rivedevano in me
ciò che ero.
Versami solo acqua ti prego,
lasciami dissetare a quella fonte
limpida, che giorno dopo giorno,
mi allontana dall’arido deserto
di una vita senza senso.
Lasciami pensare agli anni quando
Il demone dell’alcool non era in me,
non devo nascondermi, ho i miei amici,
la mia famiglia, devo aggrapparmi a loro,
come alle fronde d’edera,
alimentandomi con ingordigia, della
loro amicizia, e del loro amore.



2 commenti:

  1. Tragici versi realmente, dove un vizio può diventare la tragedia di una vita intera senza il sostegno degli affetti veri...e spesso non bastano...!!!!:::::)))))

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