sabato 2 aprile 2011

Questa poesia è nata vedendo gli sbarchi dei fratelli Mussulmani, sulle nostre coste , e vedere quanto poco importi hai nostri politici che destino avranno queste persone. Vedi il ping pong tra Francia e Italia.
SCIROCCO
Polveri del deserto,
regalie di terre lontane,
rosse terre sconosciute.
Alle nari,indistinti odori
che valicano con lo scirocco,
il mare nostrum.
Caleidoscopio  breve,
d’un che, d’un cosa,
che lieve s’accompagna,
al tremulo ondeggiar,
dì mano d’odalisca
sul tamburello Siculo.
Tu Berbero guerriero
non cavalchi più il tuo arabo
destriero.
Sei lì senza poter procedere,
nemmeno puoi più retrocedere.
T’avviluppa il buio
dentro il chiarore della nera luce
fantasie di giochi, interrotti.
Vorresti le ali per volar sull’onde
leggero, a dissipare ,
questo arcano mistero
mi chiedo tu chi sei,
ma ora neanche tu,
più non sai.

2 commenti:

  1. Riccardo, questa poesia è bellissima!!!!!!!
    Si tocca la sabbia, si sente l'odore salmastro,ma soprattutto si partecipa alle speranze, ai dubbi, alle nostalgie, alle incognite che attraversano i pensieri dei nostri fratelli.Mi piace tanto, tanto, tantissimo!!!
    Ciao, Vera

    RispondiElimina
  2. Riccardo, ti ho lasciato un messaggio in Skipe..mi serve una risposta.
    Ciaoooooooooooooo

    RispondiElimina