giovedì 26 gennaio 2012

PENSIERI E PAROLE IN SINAGOGA
Sento le vostre preghiere unite alle mie.
Ascolto l’orrore vissuto da voi fratelli miei,
io non posso ricordare, non ero ancora bambino.
Ma la vostra memoria è la mia, mi unisco a voi,
oggi, nella Sinagoga, mentre preghiamo il nostro Dio,
sento le voci delle vostre donne, nascoste sopra di noi,
una strana sensazione mi assale, mi sembra di essere
uno di voi , sarà il Kippah, che ho sulla testa?.
È il pianto di preghiera del Rabbino?.
O saranno i racconti che alla sera mio padre,
cinque anni a Dakao ci pregava di non dimenticare.
Racconti che toglievano il sonno la notte .
Il ricordo, mi commuove, e piango.
Piango per tutti i fratelli ,di ogni religione,
per chiunque abbia sofferto le pene inflitte
da crudeli tiranni, da boia meschini,
e dalla indifferenza di tutti quelli che hanno assistito, accondiscendenti.
Il giorno che arriveranno al cospetto di Dio, per chiedere
Il perdono, lui lo darà loro, è grande, è buono,
ma il giorno della memoria sarà per loro,
il giorno, dell’espiazione, dei loro crimini e della loro indifferenza.

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