martedì 20 settembre 2016

Dedica a tutti quelli che il l'ignoranza umana ritiene DIVERSI
Purtroppo era un povero fantasma che voleva essere ricordato.
Voleva ridere ma non sapeva cosa si provasse poiché la sua vita da sempre era nel pianto.
Strisciava lento facendo cigolare delle porte, lo sferragliare delle catene che lo tenevano qui legato metteva i brividi a chiunque.
Era un innocente condannato dall'ignoranza degli uomini, la sua colpa essere diverso.
Faceva di tutto per non essere odiato, ma per lui solo soprusi, e violenze,
scure immagini già fatte l'hanno relegato nel suo triste mondo,
pugni chiusi e sguardi freddi sul suo volto l'hanno attaccato.
Si dava la "colpa d'esser nato" l'hanno fatto emarginare, diventare un esiliato nel mondo chiuso della solitudine, nel buio campo triste dell'anonimo destino.
Luoghi vuoti rimangono di lui e luoghi vuoti rimarranno sempre nel cuore dell'uomo fin quando
un qualsiasi malinconico ricordo farà sperare a qualcuno di poterlo rivedere.
Per ora ancora resta chissà dove, nascosto e coperto da anni di odio, il triste velo della discordia sarà calato fin quando la cattiveria aleggerà tra noi poveri stupidi mortali, capaci di condannare e giudicare ma incapaci di capire, insulsi spaventapasseri sbattuti dal vento nella notte e nel giorno pervasi da violenza, quando una mano si leverà in alto per chiedere perdono, il triste fantasma e i suoi compagni intoneranno un inno piangendo nella corsa infrenabile del vento.
Allora si che sarà pace e più puro sarà il sorriso del povero triste amico.

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