lunedì 5 novembre 2012


Ottobre in Valle mulini.
Alle prime brume d’Ottobre
muta e silenziosa la natura scruta.
Fumando caldi vapori
silenziose scorrono le acque
del Seveso.
Suoni di campane s’odono.
È dì di festa.
Tra i rami ormai spogli
di Sambuchi e Robinie,
una piccola finestra esala
odori d’un tempo ormai lontano.
Mentre una vecchina,
figlia del tempo,
seduta fronte al fuoco del camino,
cuoce saporite caldarroste.
Mi siedo al suo fianco,
mangio un dolce frutto dell’Autunno,
semplice ampolla gustosa,
del maestoso albero, che pane, fuoco,
e letto fu, dell’umile contadino.
Su nella valle ormai il sole
si va spegnendo, cullata dallo scorrer
lento del fiume, naviga la mia mente
nel lontano passato.
Il ponte, il mulino, questo ancor
giovane torrente,
forse domani la prima galaverna,
io bambino dalle mani gelate.
Mia madre sulla soglia di casa,
un sorriso, un bacio,
un cartoccio di caldarroste,
e tutto il suo amore

1 commento:

  1. Una bellissima poesia. Piena di atmosfere, nostalgie affetti. Belle le immagini che emergono dalle brume invernali. Belle le parole e suoni davvero evocativi.
    Veramente bravo!

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